​In quegli anni infatti fallisce un primo tentativo di aprire, nella piazza principale del paese, una osteria con camere. L’impresa era stata tentata senza successo da Maddalena Mecchia, “Agna Nena di Sandri”, di cui resta traccia nella memoria della comunità nella “placiuta di Sandri”, quella che è oggi ufficialmente Piazza Marchet.

COME NASCE LA NOSTRA AZIENDA

Nel 1938 così il locale fu messo all’asta e venne acquistato dall’intraprendente Maria Lenisa che si impegnò intensamente nell’opera di ristrutturazione, potendo contare solo sulle proprie forze e su quella della giovane figlia Silvana, allora tredicenne. In breve tempo le due riuscirono comunque ad attrezzare un’osteria, una locanda con dodici camere e persino ad adibire a merceria una piccola stanza dello stabile. Al complesso venne dato il nome di Locanda Vittoria, anche se da subito il locale venne ribattezzato dai paesani “La Sçialina” in onore delle origini di Maria che all’epoca abitava nell’ultima casa del paese, ovvero “là su di sçialin”, all’imbocco della strada che porta alla Valle di Preone.

La locanda iniziò pian piano a funzionare, pur nella difficile situazione storica: alla povertà “endemica” della Carnia dell’epoca si erano infatti ben presto aggiunte le difficoltà conseguenti al secondo conflitto mondiale. Le cose migliorarono nel dopoguerra: questo periodo infatti, pur coincidendo con l’emigrazione di molti preonesi verso poli industriali nel nord Italia o in Francia, Germania e Svizzera e forse favorita da questo “muoversi” di gente, vide il risveglio della voglia di risollevarsi e socializzare del paese. Il miglioramento della viabilità e dei mezzi di comunicazione fece il resto: Preone, come tutta la Carnia, divenne meta turistica di quelli che all’epoca venivano chiamati “triestins” (anche se, con molta probabilità, solo la minima parte di loro proveniva effettivamente dalla zona di Trieste) e non fu solo la Locanda Vittoria a trarne beneficio (si pensi che all’epoca, oltre a questo esercizio, esistevano a Preone altre tre osterie e due negozi di generi alimentari).

Questo periodo di tranquilla “prosperità” venne interrotto, dopo oltre un ventennio, dal terribile sisma che nel maggio e nel settembre del 1976 colpì il Friuli. Nel suo piccolo, anche Preone ne pagò le conseguenze: ingenti furono i danni agli edifici e come altri anche la Locanda Vittoria dovette essere demolita e ricostruita. A capo dell’impresa si misero questa volta Silvana e il marito Giovanni Maria Pellizzari, meglio conosciuto con il nomignolo di “Pitin”, subentrati all’ormai anziana Maria.

Terminata la ricostruzione, la storia della Locanda Vittoria, rinnovata nel rispetto dei tempi e delle nuove esigenze, riparte ed il locale ben presto conquista un posto importante nella vita della comunità come insostituibile luogo di incontro e confronto. Passano gli anni ed i cambiamenti nella famiglia si accompagnano a quelli dell’osteria: nel 1994 a Silvana e Pitin subentrano il figlio Moreno ed in particolare sua moglie Loredana portando una ventata di novità al locale che, pur mantenendo lo stesso nome, si trasforma in bar-ristorante.Nei locali dell’osteria si mantiene l’atmosfera semplice e gioviale dei bar di paese mentre dalle cucine del ristorante escono sofisticati manicaretti preparati dalle sapienti mani di Loredana. L’impresa familiare è stata gestita fino al Dicembre del 2017 da Michele, il giovane figlio di Moreno e Loredana, che affiancatosi alla madre ne ha poi dovuto prendere il posto e che, pur avvicinando il locale ad una clientela più giovane, garantisce ai suoi ospiti la riscoperta dei sapori e della tradizione della Carnia.

Tradizione mantenuta dalla nuova gestione, nonostante l'innovazione portata dallo chef Emanuele Monego

​​La storia della Locanda Vittoria inizia alla fine degli anni ’30 del secolo scorso in una zona come la Carnia caratterizzata, non solo in quel periodo, da una misera economia agro-silvo-pastorale.

Locanda Vittoria

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